CACAO

 

Theobroma Cacao

Albero sempreverde della famiglia delle Sterculiaceae.

Il nome deriva dal greco «theos», dio, e «broma», cibo, e significa «cibo divino».

Le sue Caratteristiche

  • Probabilmente originario della zona dell’Amazzonia, oggi presente in tutte le zone tropicali;
  • Albero molto grande, pianta sempreverde con foglie oblunghe verde lucido;
  • I fiori, di colore bianco o rosati, sono presenti direttamente sul tronco o sui vecchi rami;
  • I frutti sono grandi bacche ovoidali, di colore rosso bruno a maturazione avvenuta, contenenti molti semi appiattiti, disposti in cinque file.
  • I frutti, dopo il raccolto, vengono lasciati a fermentare fino a quando non sono pronti per la lavorazione.
  • Una delle sostanze che essi contengono, la teobromina, si usa in medicina.

Un po' di storia

  • Gli indiani facevano abbrustolire i semi e, dopo averli sfarinati sopra una pietra, impastavano la farina, ne mettevano una piccola parte in una ciotola di legno, aggiungendo zucchero, qualche aroma, come la vaniglia, e acqua bollente, il tutto mescolato con un bastoncello, ottenendo una deliziosa bevanda, la cioccolata.
  • Per le popolazioni precolombiane dell’America centrale, il cacao era considerato sacro;
  • Per gli Aztechi era un dono del loro dio, il mitico serpente piumato;
  • Per i Maya aveva un’origine divina e viene rappresentato con un simbolo in raffigurazioni religiose.
  • I termini «cacao» e «cioccolata» indicano la pianta e la bevanda in lingua centroamericana.
  • Nella capitale dell’impero azteco i chicchi del cacao venivano utilizzati come moneta.
  • Alla corte dell’imperatore Montezuma, il cacao della qualità soconusco o reale, era consumato dai nobili, mentre al popolo era destinato il cacao di colore nero e amaro nominato patlax.
  • Fernando Cortez, conquistatore del Messico, mandò i grani all’imperatore Carlo V di Spagna che apprezzò particolarmente il «cibo degli dei»; poi, giunse alla Corte imperiale di Germania e, molto presto, si diffuse tra le Corti di tutta Europa.
  • Agli inizi del 1600 i monaci italiani portarono il cacao in Francia e per circa tre secoli il cacao fu consumato come bevanda.
  • Solo con l’avvento delle macchine si iniziò la produzione del burro di cacao, con la pressatura dei semi, la pasta di cacao, la polvere di cacao, la cioccolata.
  • I primi autori di saggi sulla cioccolata e sul cacao furono,verso il 1550, il Girolamo Benzoni e, verso il 1600, Francesco Carletti.
  • All’inizio del 1800 la cioccolata italiana era considerata la migliore d’Europa.
  • A Torino lo svizzero Cailler imparò la fabbricazione del cioccolato.